Il SISM, Segretariato Italiano Studenti in Medicina, in accordo con i propri principi statutari per la promozione del rispetto dei Diritti Umani, decide di unirsi all’appello lanciato da Medici Senza Camice in merito alla chiusura dei Centri di Identificazione ed Espulsione.

Tale appello nasce in riferimento al rapporto “Arcipelago CIE” redatto dall’Associazione “Medici per i Diritti Umani” (MEDU), diffuso e promosso anche da associazioni partner e reti di collaborazione come la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), la Rete Italiana per l’Insegnamento della Salute Globale (RIISG), il Centro di Salute Internazionale di Bologna e il People Health Movement.

Il rapporto è frutto di un’indagine approfondita di MEDU, culminata nella visita agli undici CIE operativi sul territorio italiano nel periodo compreso tra febbraio 2012 e febbraio 2013.

Nati nel 1998, come centri di permanenza temporanea e assistenza (CPTA), i CIE sono stati creati per trattenere gli stranieri senza permesso di soggiorno e in attesa di espulsione, nei casi in cui non sia possibile l’esecuzione immediata della misura.

I CIE non solo si sono rivelati strumenti scarsamente efficaci nel contrastare l’immigrazione irregolare nel nostro Paese ma anche centri del tutto inadeguati a garantire il rispetto della dignità e dei diritti umani dei migranti trattenuti al loro interno.

Il SISM, aderendo al suddetto appello, auspica che l’Italia avvii un processo immediato di riforma delle politiche sull’immigrazione irregolare, che preveda la chiusa dei CIE nonché l’adozione di norme volte all’accoglienza piuttosto che alla repressione dei migranti.

Il Consiglio Nazionale

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