A mezzo stampa, in questi giorni, si è appreso delle ennesime accettazioni di ricorso da parte dei TAR a seguito delle segnalazioni di irregolarità relative all’accesso programmato ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia.

Si stima che attualmente siano più di 5000 gli studenti che hanno ottenuto il ribaltamento del risultato negativo del test d’ingresso svoltosi su scala nazionale e che conseguentemente sono stati ammessi in soprannumero alle facoltà di Medicina.

Diversi Atenei hanno manifestato difficoltà logistiche e organizzative nello svolgimento delle lezioni rivolte alle matricole, in conseguenza delle quali alcuni Corsi di Laurea hanno sospeso il regolare programma didattico.
Singoli studenti e associazioni studentesche in aggiunta hanno segnalato disagi e lamentele per l’impossibilità di frequentare i corsi.

Alla luce di queste premesse il SISM esprime il suo disappunto per le irregolarità commesse dai centri adibiti allo svolgimento delle prove di ammissione che hanno portato ad un esubero degli studenti ammessi ai corsi di laurea inficiando notevolmente la qualità della didattica e pregiudicando in toto il suo svolgimento.

Il SISM inoltre esprime la sua forte preoccupazione in merito alle prospettive che in futuro si apriranno relativamente alla formazione specialistica degli studenti in medicina, già gravata da un numero insufficiente di contratti formativi, a fronte di un incremento così drastico di immatricolazioni.

Pertanto SISM esorta il Ministero e gli Atenei ad assicurarsi, in primis, che durante le prossime edizioni del test venga garantito un processo di selezione trasparente e compatibile con le esigenze strutturali delle università, al fine che non si ripeta la drammatica situazione verificatasi negli ultimi mesi.

In aggiunta, il SISM ritiene necessario che tale situazione funga da innesco per l’attuazione di manovre atte alla riqualificazione degli spazi e degli ambienti deputati alla didattica e per una pianificazione sistematica a lungo termine dell’accesso al corso di Laurea che garantisca una corrispondenza tra numero di laureati e numero di posti in formazione specialistica.

Ciò sarà possibile allorché il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ed il Ministero della Sanità sapranno agire di concerto per organizzare un percorso formativo che tenga conto delle effettive necessità del Sistema Sanitario Nazionale e che consenta una prosecuzione di carriera lineare e pertinente con il percorso di specializzazione scelto.

Il Consiglio Nazionale

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